Approvazione della delega al Governo da parte del Senato per la riforma del diritto fallimentare

L’art. 2 del Ddl. AS n. 2681, recante la “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza” ed approvato in via definitiva dal Senato l'11 ottobre 2017 (in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), contiene i principi generali a cui dovranno attenersi i Decreti Legislativi.
In particolare, si segnala la sostituzione del termine “fallimento”, e propri derivati, con l’espressione “liquidazione giudiziale”.
Inoltre, dovrà essere introdotta una definizione dello stato di crisi, intesa come probabilità di futura insolvenza, anche tenendo conto delle elaborazioni della scienza aziendalistica. Al contempo, verrà mantenuta la nozione attuale di insolvenza contenuta all’art. 5 del RD 267/42, fondata sull’esistenza di “inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.
È, inoltre, prevista l’adozione di un unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o insolvenza.
Il procedimento di accertamento dello stato di crisi o insolvenza, poi, si estenderà, con esclusione dei soli enti pubblici, ad ogni categoria di debitore, e quindi: persona fisica o giuridica, ente collettivo, consumatore, professionista o imprenditore esercente un’attività commerciale, agricola o artigianale.